July 2007
elogio della siesta
Questo vuole essere un piccolo augurio di buona estate. YOU il prossimo tre Agosto fermerà i battenti. Spegnerà i computer, chiuderà i libri, abbaserà le luci, si metterà le pantofole e ci faremo tutti piccini piccini ed andremo a dormire dentro il nuovo hard disk capientissimo che abbiamo comprato. Da qui verremo catapultati verso località turistiche cibernetiche che ognuno di noi si è costruito. Io andrò ad Avolzano, che , se i dati che ho inserito saranno corretti, dovrebbe essere un posto sul mare, un mare mediterraneo, con una spiaggia selvaggia circondata da alberi, ed un solo piccolo chiosco di legno, dove servono solamente speck, canederli in brodo e granite. Alle spalle, vette di tremila metri innevate e prati verdi. La gente parla uno strano dialetto chiamato Siculaustro. La musica proviene dal cielo in filodiffusione, talmente melodiosa da indurre Mike Tyson a prendere lezioni di Punto riso.
Sicuramente porterò con me questo libro: L’arte della siesta, di Thierry Paquot.
“Donne con gli occhi aperti su un libro, o perdute in sogni inafferrabili, come farfalle sfuggenti. Cionondimeno, esse stanno facendo la siesta. Talvolta una siesta ad occhi aperti, giacchè la siesta non esige una tale indolenza, una sonnolenza assoluta, un esilio, essa può essere praticata in mille modi diversi: sprofondando in un sonno di piombo, sonnecchiando per una decina di minuti, facendo il vuoto dentro di sè per qualche istante ecc. In compagnia dei pittori, la siesta si orna di tutti i colori di una tavolozza amichevole. E voi, nell’addormentarvi, più o meno rapidamente, prestate attenzione al breve preludio che precede il sopraggiungere del sonno. In quegli istanti date forma al vostro quadro personale, traendo spunto dai prestiti carpiti alle tele predilette, vi ci lasciate scivolare dentro, e tutto prende colore, in una composizione certamente simbolica eppure indescrivibile e dal significato impenetrabile. Ci sono sieste ocra, ove fa caldo e il sudore vi ricopre tutti. Ci sono sieste rosse, violente, conturbanti. Ci sono sieste bianche, virginali, pure e leggere. Ci sono sieste scosse da tempeste di sabbia, da mari capricciosi, da venti chiaccheroni. Le sieste colorate sono le migliori. Placano e tormentano ad un tempo. Insostituibili.”


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