June 2007
June 2007
oloap ossousotnas
Certo, ne sono cosciente, non ho quello che la gente definirebbe un cognome facile. SANTOSUOSSO, non è per niente semplice, è lungo, strano, raro e direi, bruttino. Ma cosa posso farci? Ci devo convivere, è il mio cognome e me lo tengo. Mio padre è originario di Taurasi, un piccolissimo e ridente paese in provincia di Avellino, famoso per il suo vino rosso omonimo, talmente pesante che la prima volta che ne bevvi un bicchiere, all’età di quattordici anni, girai per la casa ballando un tango con una marmotta immaginaria di nome Ingrid. Mio padre dice che devo essere orgoglioso del nostro cognome, ed anche mio nonno, negli ultimi anni della sua vita, mi ripeteva sempre che se avessi avuto un figlio avrei dovuto chiamarlo come lui, Giuseppe Santosuosso, come la vera tradizione meridionale impone. Mio nonno era un uomo severo e molto fiero. Sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, raccontava sempre di una volta che uccise un soldato tedesco e gli rubò un pugnale che si portava sempre con sè. Poveretto, non ne uscì molto lucido da quella triste faccenda. Ogni volta che vedeva il mio pastore tedesco Iunker, sguainava lo spadino e urlando strane parole in una lingua sconosciuta ma che poteva assomigliare al tedesco , mi insegiuva per tutto il cortile cercando di darmi delle mazzate. Poi rinsaviva e chiedeva un bicchiere di vino e della provola affumicata. Insomma, tutto questo per dire che molte volte la gente ha confuso il mio cognome storpiandolo in maniera strana: Fantasuosso, Saltailfosso, Santonasso, Santosbuosso, Santosuolo… ma come la booker di photogroup, mai nessuno. Guardate un po’.
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June 2007
scooter
Odio gli scooter, odio chi compra gli scooter, odio chi li vende, ma soprattutto, odio chi elabora la marmitta. Quand’ero giovane io, gli scooter non esistevano, adesso solo in Emilia Romagna ne circolano circa 280.000 esemplari. Quand’ero giovane io c’era il Bravo, il Ciao, il Boxer e la meravigliosa vespa ET3. Già allora, come adesso, c’erano ragazzi che elaboravano la marmitta e cambiavano la sella del motorino con la Nisa, quella famosa a due posti, vi ricordate? Quella da tossico…solitamente chi aveva la Nisa aveva anche l’adesivo del “vagabondo” e questa scritta col pennarello in qualche parte della carrozzeria: “fatti le canne ragazzo ribelle, ma non bucarti mai la pelle”. Dunque dicevo, già allora c’era chi si credeva più figo se il suo motorino faceva un gran casino oltre che una gran puzza, ma vi assicuro che: fighi non erano e fighi non sono diventati. Detto questo, il problema adesso è più serio. Più serio perchè gli scooter, essendo più potenti, provocano circa il 30% di emissioni acustiche in più rispetto ai vecchi motorini. Leggendo uno studio che parlava appunto di questa problematica, scopro che il 50% dei possessori di scooter, elaborano ancora la marmitta. Ecco perchè quando ti passano a fianco o sotto casa, senti quel frastuono incredibile e assordante che tanto mi fa girare i coglioni!
Ragazzi, una donna vi ha mai detto: “lo sai che vengo a letto con te perchè hai un marmittino che fa un casino meraviglioso?”
Insomma, sono passati tanti anni, ma gli stronzi rimangono sempre gli stessi.
Usate la bicicletta quando potete…
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June 2007
la commedia umana
Un libro lieve, poetico e piacevole fino all’ultima sillaba. Grande Saroyan.
“Si fermò un istante, poi prese un uovo e lo porse a sua madre con cura estrema. Voleva esprimerle qualcosa che un adulto non saprebbe immaginare nè un bambino saprebbe descrivere”.
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June 2007
nod shoes fw::07/08 campaign
Questa è la nuova campagna di NOD shoes. Per questa stagione abbiamo deciso di comunicare utilizzando una foto d’archivio vintage. L’immagine che vedete, è stata scattata a Londra nel 1977 da Janette Beckman, famosa per aver realizzato le foto delle prime tre cover dei Police. Questa immagine stupenda ci riporta indietro nel tempo, nella Londra dei Madness e degli Specials. Bei tempi.

Hey You!
Don’t watch that watch this
this is the heavy heavy monster sound
the nuttiest sound around
so if you’ve come in off the street
and you’re beginning to feel the heat
well Buster you better start to move your feet
to the rockingest rock-steady beat of Madness
One step beyond!
pararaaaaaaa pappapararaaaaaaaa!
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June 2007
bowerbirds
Ho ordinato su internet l’album dei Bowerbirds, un gruppo americano assolutamente sconosciuto ma con una grande anima melanconica e lirica. Folk scarno e trascinato, contaminato da fraseggi vocali indiani. Un disco da ascoltare scalzi, con i genitali coperti da una pelle di daino, mentre fai delle collanine di pane in riva al mare, al tramonto (possibilmente con un cane cieco a fianco) e la tua fidanzata che corre nuda sul bagnasciuga a braccia aperte (questa scena solitamente prevede il rallentatore). La cosa bella è che il disco non si trova nei negozi, tantomeno si i tunes, ma ordinandolo da loro, alla ragionevole cifra di 12$, te lo confezionano a mano e te lo spediscono per posta, con mille francobolli a carico loro, e dopo tre meravigliose lunghe settimane, ti arriva il pacchetto con il cd dentro, ovviamente. Nell’era del “faccio un click e ottengo tutto quello che voglio istantaneamente” mi ha emozionato.
Il loro sito, dove potete ascoltare anche diversi brani in streaming è www.bowerbirds.org
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June 2007
second life
Esco di casa e vedo un manifesto gigante, vicino all’edicola, che pubblicizza un manuale per conoscere e capire Second Life. Entro alla Feltrinelli e mi trovo di fronte ad una colonna di libri di un tale Paul Carr, di ben 230 pagine, che si offre come guida turistica essenziale per Second Life. Che tristezza. Non so come la pensate voi, ma io preferisco vivere la mia First Life, con tutti i miei sbagli e le mie insicurezze, piuttosto che accoppiarmi con un pixel…
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June 2007
fame
Pubblicato nel 1890, questo libro è di una modernità assoluta. Sono arrivato ad Hamsun tramite John Fante. E’ stato piacevole capire quanto questo libro abbia influenzato scrittori che amo tantissimo come Fante appunto, Cèline, Miller e Bukowski. E’ un po’ come amare De Andrè senza conoscere l’esistenza di George Brassens, o Demetrio Stratos senza Leon Thomas, la PFM senza i King Krimson, la pizza wurstel e ananas senza la pizza della Lanterna a Piedimonte Matese…Insomma, ti manca un tassello, e invece, tac! Eccolo lì, ti si incastra perfettamente nel domino del tuo cervello, rendendo la tua vita semplicemente più bella.
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