26

October 2006

YOU NEEDS YOU!

Credi che photoshop sia un negozietto di provincia? pensi che freehand sia una pratica onanista? sei sicuro che Sagmeister sia un digestivo d’oltrealpe? beh allora non sei quello che cerchiamo….. diversamente, ci stiamo guardando intorno, abbiamo voglia di vedere dei bei lavori o comunque dei portfolios, insomma se pensi di essereun graphic designer beh, contattaci, mandaci un segno, anzi mandaci i tuoi segni! in sintesi se hai tra i 20 ed i 30 anni, fatti vivo che non si sa mai….. contact us at info@thisisyou.info

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26

October 2006

learco pignagnoli

Learco Pignagnoli è nato a Campogalliano e a San Giovanni in Persiceto.
Lavora presso la ditta Scoppiabigi e Figli, dove tiene dietro al loro lupo.

Ecco alcuni estratti delle sue opere da: Opere complete di Learco Pignagnoli, di Daniele Benati.
opera n. 35
Ci son persone che non si capisce mai quello che dicono,
e delle altre che fanno delle cose addirittura inspiegabili.
Come Mauro Barchi, che alla mattina lo avevano seppellito al cimitero e alla sera
era già là che andava al bar.

opera n. 21
Secondo me Gesù Cristo era un tipo come Davoli.

opera n. 70
Io comunque ho migliorato. Quando sono arrivato in questa città mi volevo impiccare.

opera n. 82
La gente che va in una società straniera per imparare la lingua, si sposa sempre con una persona di quella società straniera;
mentre se l’avessero incontrata nella loro società d’origine, non l’avrebbero sposata neanche a crepare.

opera n. 90
Bottazzi, gli ho scritto che volevo ammazzarmi, e m’ha risposto solo dopo due mesi.

opera n. 122
E’ già da un pò di anni che non vedo più un uomo assorto nei suoi pensieri.

opera n. 194
C’era Pascoli che andava sempre ad abitare nei posti dove vicino c’era una vigna di Sangiovese

opera n. 220

Vengono sempre a chiamarmi anche se sanno che non voglio più andare fuori. Dài Learco. Si mettono sotto la finestra e cominciano a urlare. In casa ci sono solo io con mia madre che ha ottantadue anni.
Non ci vengo, gli avevo detto, devo scrivere. E loro lo sanno che devo scrivere, eppure continuano a venirmi a chiamare. Nella vita arriva un momento dove uno fa a meno di tutto, oppure gli sembra.
Si è rimasti soli al mondo. Tutto quello che si voleva non è venuto, quello che uno ha rincorso s’è spostato in avanti, e il tempo continua a fare il suo conto alla rovescia. Rispondi Learco, diceva mia madre, stanno chiamando te, sono i tuoi amici, perchè non vai fuori? E’ inutile che le risponda. Qua nessuno mi capisce. Anche se ci vorrebbe poco. Quanti anni ha Stangoni? Cinquantotto? Cinquantanove? Più o meno la mia età. Però non c’è modo di infilarglielo nella testa. Fuori basta, non esco più. Invece una sera sono uscito. Andavo in un grande albergo della città. Setto otto chilometri di macchina, il più grande albergo della città. Bello, anni Cinquanta, una volta si chiamava Astoria, come il Walsdorf di New York, oggi invece è il Mercury. Tempi che cambiano, amministrazione diversa, diverso il padrone. Vado lì coi miei soldi e chiedo un bicchiere di whiskey. Poi me ne sto lì a consumarlo pian piano, io e la mia età, io e il mio tempo che ho trascorso su questa terra. Non ci sono solo io a berlo, ma anche tutto il tempo che è dentro di me, passato, tritato, confuso. Uhe, ehilà, dice uno che era seduto a un tavolo con altra gente dall’aria orientale. Poi è venuto verso di me che stavo bevendo al banco. Io non lo conoscevo. Learco! fa. Io non lo conoscevo. Mi scusi, devo aver sbagliato persona. Non so cosa mi era saltato in testa quella sera che sono andato fuori a bere un bicchiere di whiskey in quell’albergo. Whiskey che non bevo mai. Guidando verso casa avevo voglia di tornare indietro, oppure di tirare diritto. Oltre la mia casa, come facevo qualche volta da ragazzo, in giro per la campagna. Ma non l’ho fatto. Ho messo la macchina in garage e prima di salire mi sono fermato un pò a guardare il cielo. Poi sono entrato. Mia madre era ancora sveglia. Ah, sei qua, diceva, dov’eri andato? sei andato fuori? Bravo.

Quanto della nostra terra c’è in queste parole, l’ironia, il cinismo e la malinconia tipica dell’Emilia. Vi dirò che non vorrei essere nato in nessun altro posto che non fosse l’Emilia, le sue pianure nebbiose, i bar con i vecchietti colle orecchie grandi, che giocano a briscola, e parlano in dialetto. Io esco tutti i Sabati mattina verso le undici, vado al mercato Albinelli, e faccio la spesa…non potete immaginare quanto mi renda felice. Vogliamo parlare dei panini di Schiavoni? anzi no, facciamo così, venite a trovarci che vi ci portiamo noi, non si può spiegare a parole. A v’aspèt chè.

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21

October 2006

coming back home

Ultimo giorno di lavoro a Cape Town, sette shooting in sette giorni, non male.
Tra quattro ore mi devo svegliare per prendere il volo che mi porterà a Francoforte e poi a Verona.
Che tempo fa lì in Italia? brutto immagino. E’ sempre traumatico tornare dal caldo ed essere catapultato nel freddo inverno Italico. Odio viaggiare in aereo, anche se è l’unico modo pratico per raggiungere posti lontani, veniamo sparati come pallottole dall’altro capo del mondo, in poche ore, e si perde completamente la dimensione vera del viaggio,
ossia il viaggio stesso.
La prossima volta che verrò a Cape Town, userò una topolino, o magari in bicicletta, come il grande Paolo Rumiz.
Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi. Cesare Pavese.

A presto.
Foto234.jpg

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20

October 2006

kirstenbosh

Oggi abbiamo scattato al parco naturale di Kirstenbosh, una location meravigliosa. Domani ci aspetta il mare, sono di poche parole e lievemente dislessico, sarà stato il risottino ai funghi, da me cucinato con tanto amore per i miei compagni di viaggio, oppure questa bottiglia di Sauvignon Blanc Steenberg, che ho qui di fianco, vuota, al mio laptop…Foto223.jpg

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20

October 2006

Donavon Frankenereiter

finalmente posso consigliarvi un cd allegro!
Sarà l’influenza di Cape Town, i surfisti, le chitarre e le birrette, ma questo cd è veramente piacevole, scivola via, senza pretese…
Donavon Frankenereiter
move by yourself

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19

October 2006

il mare

Quinto giorno di lavoro a Cape Town, dopo meravigliose giornate di sole caldissimo, questa mattina mi sono svegliato e per un momento ho pensato di essere a Tresigallo. C’è la nebbia! Stento ancora a crederci. Per chi, come me, è nato in Emilia, abituato agli inverni bianchi e lattigininosi di Modena, è una vera persecuzione. Ho appena finito di leggere l’ultimo romanzo di John Banville, “il mare”. Sono arrivato per puro caso a questo autore che sinceramente non conoscevo, ma che mi ha affascinato molto. Il mare è un romanzo doloroso, ossesionato dalla morte, scritto in una prosa talmente ineccepibile, da diventare a tratti eccessivo. Continui sbalzi temporali, ti conducono con grande maestria in un intricato labirinto di ricordi d’infanzia del personaggio principale, Max Morden, che ritorna ai Cedri, una località marittima dove ha vissuto la sua giovinezza, in seguito alla morte della moglie Anne. Credo che sia uno di quei libri che vanno lasciati sedimentare, adagiare con pazienza dentro di sè, per poi catturarne l’essenza, col tempo, ed esserne arricchiti. Purtroppo sono viziato dal fatto che “il mare”, tratta una tematica identica, ad uno dei libri che ho amato maggiormente, un libro meraviglioso, poetico, sovversivo, unico: “la schiuma dei giorni” di Boris Vian.
Anzi fate una cosa, se non avete letto “la schiuma dei giorni”, dimenticate tutto quello che ho detto di Banville, prendete in mano Boris Vian, mettetevi in un cantuccio dove nessuno possa disturbarvi, ed iniziate a farvi cambiare la vita da questo piccolo gioiello.

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18

October 2006

a sud del mondo

Eccomi qui, a Cape Town, per l’ennesima volta. Diciamo che il viaggio non è esattamente stato quello che definirei un viaggio tranquillo. Come ben sapete transitare per Londra non è più cosa facile, la fobia dei liquidi si è impadronita di tutti. Io avevo un bagaglio a mano con dentro qualsiasi genere di elettronica: laptop, i-pod, macchina fotografica, altoparlanti, accendini, coltelli multiuso, tric e trac e bombe a mano, e sono passato inosservato; ma se avevi una levissima, o una crema per il viso, erano cazzi! Guadagnato il mio posto sull’aereo della South African che mi avrebbe portato a Johannesburg, il pilota se ne esce dicendo che c’è stato un guasto al motore e che saremmo partiti con un’ora di ritardo perchè stavano cercando di capire qual’era il problema, che non è mai una bella premessa per accogliere i passeggeri. Ero nel posto centrale di una fila da quattro, sostanzialmente il peggio che ti possa capitare, soprattutto quando al tuo fianco hai un americano che si addormenta dopo otto secondi ed inizia a sbavezzare e russare fino all’atterraggio e dall’altra parte uno svedese affetto da gigantismo e da delirium tremens da birrette che non ha la minima intenzione di farti passare per uscire a fare due passi in corridoio. C’è di peggio, ne sono sicuro, ma vi assicuro che 12 ore così non sono rilassantissime. Ovviamente il ritardo accumulato, mi ha fatto perdere la coincidenza per Cape Town, quindi mi sono fatto quattro ore in aeroporto, aspettando il primo volo disponibile. Una cosa carina c’è stata: mentra passeggiavo senza meta in quel luogo non luogo, mi scontro con un uomo che anche lui, passeggiava mesto e triste nella direzione opposta, alzo gli occhi e chi era? Settimio Benedusi, che per inciso, oltre ad essere un grande amico, è anche il fotografo, nonchè giornalista,come ama definirsi lui, che sta realizzando tutti i nostri shooting qui in Cape Town. Ci siamo fatti una gran risata e ci siamo seduti al bar a raccontarcela. Il primo giorno di shooting, Lunedì, abbiamo realizzato la campagna di Jucca, per l’estivo 2007. Settimio ha fatto una foto meravigliosa, difficilmente ripetibile, con una padronanza del backlight unica. Grande Settimio, per chi di voi non lo conoscesse, vi consiglio di vivamente di lavorarci, ma non parlategli mai di adozione.
I miei compagni di viaggio sostengono che non verrebbero mai qui a vivere, e non starò qui ad elencare i motivi, che per altro condivido pienamente, che li portano a questa conclusione. Però io un pensierino ce lo faccio spesso, e le foto che vi allego qui sotto, unite ad altre mille sensazioni ed emozioni che qui non riesco a trasmettervi, vi daranno un’idea del perchè ho spesso sognato di ritirarmi qui da vecchietto, a scrivere il romanzo della mia vita…

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13

October 2006

da non perdere

I Love You But I’ve Chosen Darkness
20 ottobre     Bologna     Covo
21 ottobre     Roma     Circolo degli Artisti
22 ottobre     Pescara     Rude
THE VEILS
20 ottobre     GIAIS DI AVIANO (PN)     VELVET
21 ottobre     Nonantola     Vox
23 ottobre     Milano     Rainbow
MIDLAKE + FIONN REGAN + ROBERT GOMEZ
21 ottobre     Bologna     Covo
22 ottobre     Roma     Circolo degli Artisti
WILLARD GRANT CONSPIRACY (solo tour)
24 ottobre     Bologna     Bar Wolf
25 ottobre     Padova     Banale
26 ottobre     Milano     Casa139
27 ottobre     Bergamo     Zero
28 ottobre     Ravenna     Bronson
30 ottobre     Osnago (LC)     La Locomotiva
31 ottobre     Roma     Big Mama
1 novembre     San Sepolcro (AR)     Sala Metamultimedia
2 novembre     Ferrara     Renfe
3 novembre     Pavia     Spazio Musica
4 novembre     Frosinone     Cantina Mediterraneo
5 novembre     Napoli     Velvet
AMANDINE
28 ottobre     Bologna     Covo
29 ottobre     Pescara     Mono
30 ottobre     Pistoia     Melos
31 ottobre     Verona     Malacarne
1 novembre     Milano     Magnolia
STEREO TOTAL
30 ottobre     Milano     Alcatraz
31 ottobre     Bologna     Covo
Antony and the Johnsons / Charles Atlas
31 ottobre - 1 novembre     Roma
Piers Faccini + Sebastian Tellier
2 novembre     Milano     Piccolo Teatro Studio
Okkervill River
3 novembre     Bergamo     Zero
4 novembre     Bologna     Covo
5 novembre     Sant’Elpidio a mare (AP)     Teatro Cicconelli
7 novembre     Ravenna     Bronson
8 novembre     Possaccio (Verbania)      Kantiere
SODASTREAM
10 novembre     Sestri Levante (GE)     Piscina dei Castelli
11 novembre     Torino     Spazio211
16 novembre     Pescara     Teatro Massimo     + TUNNG
18 novembre     Bologna     Covo
22 novembre     Bari     Auditorium Vallisa
23 novembre     Firenze     Sintetika
24 novembre     Bergamo     Zero
25 novembre     Madonna dell’Albero (Ravenna)     Bronson
26 novembre     Rovereto (TN)     Teatro alla Cartiera
29 novembre     Padova     Banale
MATT ELLIOT & MANYFINGERS
18 novembre     Torino     Spazio 211
ARAB STRAP
22 novembre     Milano     Rainbow
23 novembre     Roma     Circolo degli Artisti
24 novembre     Bologna     Estragon
25 novembre     Firenze     Auditorium Flog
26 novembre     Torino     Hiroshima
YO LA TENGO
27 novembre     Milano     Rainbow
MONO
1 dicembre     Madonna dell’Albero (Ravenna)     Bronson
THE BOOKS
1 dicembre     Legnano - MI     Jail
BADLY DRAWN BOY
2 dicembre     Milano     Rainbow
LAMBCHOP + Hands Off Cuba
5 dicembre     Bologna     Estragon

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13

October 2006

mastai ferretti f/w 06/07 campaign

Andrew Soule con Lucca Alves, per la nuova campagna di mastai ferretti. Un grande fotografo con un bel modello per uno scatto semplice ma di gran classe. Bravo Andrew!

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12

October 2006

non di solo pane

E’ vero, non si vive di solo pane, e questo nostro atteggiamento nei confronti del business, ne è la prova. Come vedete, è raro che qui si parli di lavoro, o quantomeno cerchiamo di farlo nella maniera più
“umana” possibile; raccontandovi le campagne, anche se brevemente, dalla loro nascita, alla realizzazione finale. Quello che facciamo, lo facciamo con passione, ed anche se questo mi ricorda uno slogan del mulino bianco, è comunque la verità. Gli ostacoli sono tanti, non sempre si riesce a portare a termine un lavoro, esattamente come lo avevi immaginato. Spesso i budget e le giuste, non sempre, intromissioni del cliente, capovolgono il concept iniziale, ma è una sfida che amiamo accettare. Volevamo ringraziare voi, voi che ci state seguendo in questo percorso, che siete interessati a quanto qui si dice, che lasciate commenti e che alimentate questa nostra voglia di confrontarci, di ricevere critiche o suggerimenti, laddove lo riteniate necessario. Siti autocelebrativi ce ne sono già tanti, con le loro belle sezioncine con tutti i cataloghetti fatti, che ti lasciano poco, che invecchiano presto. YOU è un sito in evoluzione, anche il logo è volutamente in movimento, mai statico, una scelta stilistica, interpretata perfettamente da chi ha realizzato questo sito, Fox, che ha fatto un lavoro splendido e non facile. Non si vive di solo pane quindi, ma di qualcosa dobbiamo pur vivere! Questo per dirvi che stiamo lavorando tanto, con grande energia. Numerosi sono i clienti che ci stanno dando fiducia, e noi li ringraziamo per questo. Siamo nel pieno dell’organizzazione dei prossimi shooting, e presto vedrete i risultati, di quello che in questi giorni, le nostre menti malate stanno creando. Un vero e sincero GRAZIE, dovuto e meritato, va ai ragazzi dello studio, che stanno facendo i salti mortali per riuscire a rispettare tutte le deadlines, e ci riescono sempre in maniera formidabile, grazie davvero, siete la vera spina dorsale e l’anima di YOU.
Forse sono così romanticone perchè Sabato parto per Cape Town, per realizzare 6 shooting in una settimana. Chi è ipocondriaco e legato alla vita come me, capisce molto bene il detto ” partire è un pò morire”, ma alla fine, una volta atterrato in terra Sudafricana ed aver bevuto il mio primo succo d’arancia senza conservanti, che scade dopo un minuto dall’apertura, tutto passa, come sempre.
Vi scriverò allora da Cape Town, da Domenica in poi, tenendovi aggiornati, su cosa succede, in quella strana parte di mondo.

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